Shades

10 Shades of Ancona

Ankon. Quando la Città tace c’è il luogo che racconta la sua eternità.

“Strana è infatti la posizione di Ancona. Sorge su un promontorio, quasi una penisola … Vi si perde l’orientamento e si vede “apparire”
il mare dove si attendeva il monte.”
(Guido Piovene, Viaggio in Italia)

Ancona è la città dove puoi ammirare sia l’alba che il tramonto sul mare, in un ciclo che sa di miracolo quotidiano e anche infinito …Sarà la vista delle verdi falesie del Conero che si tuffano
nel mare blu sotto il Faro nel Parco del Cardeto…Quel mare che, per secoli, ha ascoltato le preghiere
di madri, mogli, figlie e sorelle di uomini in mare, che non potevano che aspettare, riempendosi gli occhi di quel blu…

Ancona è una città di una monumentalità antica, possente, stratificata, austera … Le sue pietre hanno infinite storie da raccontare a chi sa e vuole ascoltare. È città fragile, ballerina, in perenne mutamento e metamorfosi. Ancona è Venezia, Livorno, Napoli e Marsiglia…
Il suo Vesuvio è il Monte Conero, meglio detto, il Monte d’Ancona,
che la protegge e sulle cui pendici la città prende vita…

“Una città “in salita” non s’incontra facilmente. È un faticoso privilegio. Si è convocati e quasi catturati dal mistero, tra l’antico dei colli e le vie del centro, tra le periferie, il porto e la spina lunga che conduce al mare del Passetto. Ancona vive la sua difficile bellezza che non grida e nonostante
tutto seguita a custodire, nel poco che è molto, quel tanto che basta a resistere”.

(Francesco Scarabicchi, Ancona città di scoglio)

Ancona è città di poesia. Può vantare una Piazza dedicata a Massimo Troisi, un Belvedere a Pablo Neruda, la voce di poeti moderni, come Scataglini e Scarabicchi, come una ricchissima tradizione di poesia vernacolare. Ancona è come la Poesia. “Dopo l’invenzione della stampa, la poesia si fa verticale, non riempie del tutto lo spazio bianco, è ricca di «a capo» e di riprese. Anche certi vuoti hanno un valore…”

(Eugenio Montale, discorso alla consegna del Nobel ,1975)

È dal mare il suo panorama mozzafiato. Ancona città “lunata”, il cui arco tende verso un centro che sta in mezzo al mare, centro verso cui si direzionano tutte le facciate più belle e monumentali, che
vanitosamente si mostrano per farsi vedere, riconoscere da lontano, in continua sfida per svettare le une sulle altre, in perenne ascesa alla ricerca di verticalità che è luce, vita…

“Chi è stato a Gibilterra dice che Ancona le somiglia…L’interno della città è pieno di quella nobile melanconia che hanno tutte le città veramente di mare… Dove le pietre si impastano di salmastro… e soffrono di non poter partire, di non saper galleggiare […] Ampio, infinito, stupendo il Viale della Vittoria è la vera strada dissetante di Ancona, il Paesaggio che si scopre da là è omerico.”
(Dino Garrone, Mito di Ancona)

Ancona è una città che ti fa volare. Basta salire in cima all’altare in memoria dei Caduti della Prima Guerra al Passetto o anche solo scegliere uno dei comodissimi
gradoni che scendono al mare e accompagnano la monumentale scalinata a due rami per provare la vera ebbrezza di volare con lo sguardo rivolto ad Oriente
… e nulla sembra impossibile, nessun pensiero, nessun progetto, nessun sogno.

“Le montagne ed il mare rendono bellissima questa città e la folla dei Greci che lavorano davanti alle loro botteghe, seduti al modo orientale, la diversità dei modo dei Levantini, danno ad essa un aspetto originale ed interessante.”
(Madame De Staël )

È una città che stupisce e che ti fa sognare… il regista Federico Fellini , visitandola, si innamorò del suo indugiare indolente, nebbioso, onirico… e volle a lavorare con sé, nel film “E la nave va”, il nostro scultore
Valeriano Trubbiani, regalandoci la più tenera e augurante delle storie da raccontare, quella di una nutriente e moderna “Mater amabilis”, godibile oggi anche in pieno centro città.